Progetto Cucciolo Onlus è Stata Inserita dal Comune di Campi Bisenzio
 nella lista delle Associazioni che operano nel territorio l' 8 Febbraio 2007

 


 

Progetto "Cucciolo adotta Capalle:
La terra di Mezzo"

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Progetto di ascolto ed accoglienza, di immaginazione ed espressione: realizzato nell’intento di armonizzare le anime da sempre presenti nel territorio con le nuove, dense di tradizioni e mitici retaggi

Premessa teorica

Riconoscendo che l’uomo contemporaneo usa in prevalenza linguaggi e categorie che gli impediscono di ritrovare e rinnovare un rapporto fecondo con la complessità del mondo che lo circonda, ci prefiggiamo in primo luogo di sviluppare l’attitudine dell’essere umano a leggere la realtà per mezzo del linguaggio immaginativo e simbolico, in modo da rendere possibile la comunicazione e la relazione fra coscienza individuale, realtà e mistero, e permettere all’individuo la ricerca di un senso e di un fine attraverso percorsi interiori. Noi pensiamo che questo processo possa operare una trasformazione profonda dell’orientamento individuale e collettivo.
La nozione di "base poetica della mente", che a noi sembra particolarmente feconda (e che si ritrova trattata in modo esteso in Hillman, Re-visione della psicologia, 1975, p.XI), insiste sul rapporto intrinseco tra psicologia e immaginazione culturale e su come questo rapporto sia richiesto dalla natura stessa della mente, che ha sempre manifestato in tutte le sue attività la necessità di esprimersi immaginativamente in modo complesso, pieno e libero; la mente è originariamente poetica e la coscienza ne è un’elaborazione successiva, sempre a partire da una base primitiva.
Questo tipo di psicologia "non ha il suo inizio nella fisiologia del cervello o nella struttura del linguaggio o nell’organizzazione della società e nemmeno nell’analisi del comportamento, ma nei processi dell’immaginazione". (Hillman, op .cit., p.XI)
 Per questa nostra storia siamo convinti che la psicologia debba uscire dai propri santuari e riallacciare un dialogo con le altre discipline e con la società.

E’ nato così il progetto "Cucciolo adotta Capalle: La terra di mezzo" che inizia con 10 incontri di due ore ciascuno.

Nel termine in-contro convivono due opposti sensi: il senso comune del riunirsi, dell'entrare in contatto ed in comunicazione, del porre fine alla distanza che separa;  ed il senso, meno palese ma altrettanto inequivocabile, del contro, dell’opposto, dell' altro da sé, che di questa distanza è la radice e l'essenza.
Lo scopo paradossale dell'in-contro è quello di tenere insieme e di salvaguardare la pluralità.
Tenere insieme e mantenere, anzi curare, la diversità, questo è l'atteggiamento alla base di ogni autentica possibilità di relazione e di comunicazione individuale e sociale, che rispetti anche le esigenze di un percorso creativo personale.
Prendere atto della situazione per quella che è, vuol dire abbandonare ogni sterile, per quanto ben intenzionato, tentativo di immedesimazione, di annullamento della distanza e della differenza: significa accettare il dato di fatto, immodificabile almeno nell'immediato, di due realtà separate.
Così abbiamo pensato che il cinema ed il teatro, con il loro impatto emotivo, potessero fornire l’occasione per la costituzione di uno spazio, immaginario e comune, di esperienze e di scambio, una sorta di  luogo d'incontro neutrale, di "Terra di Mezzo", perché il cinema ed il teatro, che sono arte della narrazione, hanno una straordinaria capacità di evocare, per empatia simbolica, sia  quelle preziose esperienze individuali conservate nel ricordo, sia quegli orizzonti esistenziali inediti e potenziali che, superando la parzialità e la finitezza della realtà presente, si aprono a prospettive ulteriori.

"E’ quello che fa un giorno diverso dagli altri giorni,

un’ora dalle altre ore. . . . . . . "

"Bisogna essere molto pazienti", rispose la volpe. "In principio tu ti sederai un po’ lontano da me, così, nell’erba. Io ti guarderò con la coda dell’occhio e tu non dirai nulla. Le parole sono una fonte di malintesi. Ma ogni giorno tu potrai sederti un po’ più vicino..."
Il piccolo principe ritornò l’indomani. "Sarebbe stato meglio ritornare alla stessa ora", disse la volpe. "Se tu vieni per esempio tutti i pomeriggi alle quattro, dalle tre io comincerò ad essere felice. Col passare dell’ora aumenterà la mia felicità.

Quando saranno le quattro, incomincerò ad agitarmi e ad inquietarmi; scoprirò il prezzo della felicità! Ma se tu vieni non si sa quando, io non saprò mai a che ora prepararmi il cuore... Ci vogliono i riti!".
"Che cos’è un rito?"(...)
"E’ quello che fa un giorno diverso dagli altri giorni, un’ora dalle altre ore."(...)
                                 Il Piccolo Principe" (1943) Saint-Exupéry:

Noi non possiamo che continuare ad esserci, il solito giorno, dalla solita ora alla solita ora, a prescindere da chi e quanti vorranno stare con noi quel giorno, aiutandoli a ritrovare nella nostra presenza una ritualità importante.

Dobbiamo essere lì per far capire che la porta è sempre aperta anche nella loro discontinuità, nelle ribellioni, nei loro movimenti difensivi di arroccamento…

Vediamo negli occhi di questi ragazzi le domande che ci siamo fatti tante volte e immaginiamo nelle loro pance i movimenti che anche noi sentiamo di nuovo vivi magari se solo passano alla radio una canzone di qualche anno fa…

Se pensiamo a questi ragazzi come ad adulti potenziali, nel pieno di un processo trasformativo, possiamo cercare di dar loro strumenti per meglio affrontare tale percorso sempre tenendo conto della primaria importanza dei fattori ambientali, socio-culturali, del loro essere in un certo senso dei "ragazzi di strada" che manifestano un forte conformismo nel loro anticonformista gruppo dei pari.

Noi non possiamo non considerare i vari "bisogni" di questi ragazzi che comprendono quello di una sicurezza che aiuti a fondare la fiducia di base, quello del riconoscimento di caratteristiche proprie inalienabili, quello di mantenere un "segreto", di avere "residenze" e "proprietà" di riferimento emotive stabili, in cui possano percepire di essere accolti per se stessi, con i loro "compagni segreti" e con le loro zone d’ombra.

Obiettivi

Intervento

 

UNA FANTASTICA REALTA'

Nella prima metà di Novembre inizieremo con una serie di in-contri  dove proponiamo un percorso interiore mediante il quale i ragazzi, tramite la visione e la discussione di scene tratte dal film "Harry Potter e la pietra filosofale", possano riflettere sulle problematiche che si trovano ad affrontare quotidianamente e che segnano il loro sviluppo psico-affettivo.
La proposta di questo film non è casuale: è stato scelto perché di grande interesse per i ragazzi della fascia adolescenziale e giovanile, dato che ripropone alcuni degli stadi fondamentali di maturazione che ogni individuo affronta durante il proprio percorso di vita.

METODO

Dieci incontri di circa due ore con ragazzi di età compresa tra i 10 e i 13 anni durante i quali ci sarà la proiezione di alcune scene di interesse specifico tratte dal film, con conseguente discussione e riflessione guidata su particolari tematiche.

Inizio incontri: Venerdì 24 Novembre 2006 
Vedi Locandina

Iniziamo anche un percorso identico per ragazzi dai 14 ai 16 anni partendo dal film "Il signore degli anelli".

Inizio incontri: Venerdì 19 Gennaio 2007
Vedi Locandina

GIROTONDO

[…e potreste fare rivelazioni che vi costano per poi scoprire che la gente vi guarda strano, senza capire affatto quello che avete detto, senza capire perché vi sembrava tanto importante da piangere quasi mentre lo dicevate. Questa è la cosa peggiore secondo me. Quando il segreto rimane chiuso dentro non per mancanza di uno che lo racconti ma per mancanza di un orecchio che sappia ascoltare…]
                          (Stephen King- Stagioni diverse- stand by me)

Spazio riservato alla relazione, all’incontro e all’ascolto delle varie problematiche presenti sul territorio nei termini esposti nella parte teorica. Nella società di oggi tendiamo a dare poco ascolto a ciò di cui abbiamo bisogno perché troppo presi dalla vita accelerata di tutti i giorni. Rimane quindi poco spazio per ascoltarsi e per ascoltare.
Il nostro proposito è quello di donare uno spazio in cui i ragazzi possano venire a contatto con la loro parte celata e possano così vivere un’esperienza profonda che difficilmente gli viene proposta. Noi offriamo loro l’orecchio che sa ascoltare
.

METODO
Lo spazio del girotondo è animato da una serie di "servizi" che cercano di rispondere alle esigenze della cittadinanza.

1

Un aiuto per la scuola
 . . . Inglese . . . Matematica . . . Latino. . .
Il martedì

2

Abilità manuali 
Il martedì

3

Pronto Ascolto

Martedì pomeriggio su appuntamento

4 Gruppo Donna
Per scoprire insieme uno spazio ove la cura,
da sempre elargita agli altri,
 possa essere estesa anche a se stesse,
5

Genitori non si nasce: Si diventa

Il figlio che sono stato ed il figlio che ho

6

LABORATORIO TEATRALE

Spazio riservato al recupero di potenzialità espressive disattese.

( In preparazione)